Taglio Cuneo fiscale, le novità sulla busta paga. Ecco come funziona il bonus

Fonte: www.farmacista33.it

Da oggi diventa effettivo il taglio al cuneo fiscale che dovrebbe portare un aumento in busta paga per i dipendenti. Si tratta di una misura che era stata prevista nella Legge Bilancio 2019 e che sostituisce e integra il cosiddetto Bonus Renzi, allargando la platea dei lavoratori che ne possono beneficiare, anche se le modalità di fruizione variano in base ai redditi. Ma a chi è diretta e come funziona il bonus? Vale la pena fare un punto per capire come si accede.

Bonus cuneo fiscale: 100 euro in più in busta paga con redditi fino a 28mila euro
Diventa operativo da oggi il taglio al cuneo fiscale, vale a dire la differenza tra il costo del lavoro per il datore e la corrispondente retribuzione netta per il lavoratore, che era stato stabilito nella Legge Bilancio 2019 per ridurre l’impatto delle imposte sul lavoro e rendere la busta paga più sostenibile. Una misura finanziata per quest’anno con tre miliardi e 5 nel 2021 (ma ne occorrerà un altro) e a essere interessati dalla riduzione sono, secondo i calcoli che aveva fatto il Mef, 11,7 milioni di lavoratori che già fruivano del precedente bonus Renzi e altri 4,3 milioni finora esclusi. In sostanza, per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi il provvedimento si traduce di fatto in un aumento del Bonus Irpef che già veniva erogato, che passerebbe quindi da 80 euro a 100 al mese. Coloro che percepiscono un reddito tra i 26.600 euro e i 28.000 euro l’anno, invece, beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga. In totale, si raggiunge un bonus di 600 euro per quest’anno e di 1.200 euro a regime. In caso di sforamento, a fine anno, del tetto, si prevede la restituzione rateizzata, invece che in unica soluzione.

Sopra i 28mila cessa automatismo: Bonus erogato con detrazione fiscale
Se per le fasce di reddito finora viste si tratta di un aumento effettivo in busta paga e di fatto la misura è strutturale, va detto che per le successive due fasce i meccanismi cambiano e il bonus dovrà essere stabilizzato dal 2021, a patto che si trovino le risorse, in vista comunque di una riforma più generale dell’Irpef. In particolare, per i redditi a partire da 28.000 euro, il bonus è erogato nella forma di una detrazione fiscale specifica di importo equivalente. Si tratta, di fatto, di una cifra a scalare, che decresce via via, con un valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi. Per esempio, secondo le simulazioni emerse, si tratterebbe di una detrazione da 97 euro per un reddito da 29mila euro e di 94 in caso di 30mila euro annui. Oltre i 35mila, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito: per chi ha un reddito di 39mila euro annui le stime vedono un “risparmio” di 16 euro al mese, 96 nei sei mesi.

Le criticità: redditi sotto gli 8200 esclusi e il nodo straordinari
Restano fuori dai benefici i lavoratori con i redditi più bassi fino a 8.174 euro di reddito lordo annuo che già non pagano tasse – fascia su cui comunque c’è intenzione di intervenire -, ma anche pensionati e lavoratori autonomi. Sulla misura, poi, resta il nodo degli straordinari, che potrebbero non essere considerati vantaggiosi per certe fasce di reddito.

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