Solari, fare attenzione al sell-in e non soltanto al sell-out

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Fonte: www.pharmacyscanner.it

Mercato
23 novembre 2018
Nella stampa che si rivolge alle farmacie gli articoli di marketing sono calendarizzati più sulla base del sell-out che del sell-in, ed è quindi la stagionalità del loro utilizzo che li determina. Dei solari, per esempio, se ne parla d’estate, mentre il farmacista se ne deve preoccupare prima, sia per un corretto riordino del magazzino, ed evitare così rotture di stock, sia per approfittare dei vari canvass e comperare quando le offerte sono migliori. È proprio quanto suggerisce l’articolo di Simona Tarquini di Iqvia su Panorama Cosmetico di novembre-dicembre, che offre utili indicazioni al titolare chiamato a gestire il reparto beauty della sua farmacia.

Proprio i solari, per esempio, in quest’ultimo anno mobile (terminante a settembre 2018) hanno messo a segno una crescita in valori di oltre due punti percentuali, con un fatturato che ha superato i 190 milioni di euro e una crescita in volumi di 3,6 punti percentuali, con oltre 11 milioni e mezzo di confezioni vendute. Il confronto poi tra i tre canali distributivi vede la farmacia in testa, con l’81,1% del fatturato globale (pari a oltre 154 milioni di euro), seguita dalla parafarmacia (che copre il 10,8%), da super e ipermercati dotati di corner (6%) e da super e ipermercati privi di corner (appena il 2,1%).

All’andamento positivo del comparto in farmacia, che a settembre 2018 registra una crescita in valori di un punto percentuale, contribuiscono prevalentemente i prodotti specifici per adulti, che da soli generano un giro d’affari di circa 103 milioni di euro, mentre i solari per i più piccoli valgono 18 milioni di euro. A mostrare segno negativo sono, invece, i dopo-sole per bambini (-6,5%) e i prodotti autoabbronzanti (-3,9%). Per quanto riguarda i prezzi medi, farmacia e parafarmacia sono abbastanza allineati, mentre i solari meno costosi si trovano nella gdo, soprattutto nei super e ipermercati privi di corner.

Soffermiamoci ora sul canale farmacia. Qui il mercato dei solari risulta abbastanza concentrato: i primi cinque marchi (in ordine di fatturato Eau Thermale Avène, La Roche Posay, Ganassini, Vichy e Icim) si aggiudicano poco più del 50% del giro d’affari globale del comparto. Quanto ai singoli prodotti più venduti, i primi dieci generano il 42% del fatturato complessivo e i primi tre totalizzano quasi il 19%. Importante poi considerare che l’innovazione, anche in questo settore, svolge un ruolo di primaria importanza: nell’ultimo anno mobile i nuovi lanci hanno generato un fatturato di oltre 18 milioni di euro, contribuendo così alla crescita del comparto nel canale farmacia per un buon 11,8%.

Guardando, infine, al dato regionale, risulta che in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Toscana si concentra il 53% del giro d’affari dell’intero settore. In generale poi, i valori sono quasi ovunque positivi, soprattutto nel Lazio e nel Veneto, dove i prodotti solari guadagnano rispettivamente il 6,5% e il 4,3%. Fa eccezione la Toscana, che segna un -4,8%.

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