Pet, nel retail pressione promo stabile ma le campagne crescono sui volantini

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Fonte: www.pharmacyscanner.it

Anche nel 2018 cresce il ricorso al volantino come strumento d’informazione per le promo lanciate nel petcare (food, accessori, prodotti per l’igiene e lettiere), tanto per frequenza e quantità dei flyer tanto per referenze medie a pagina e volantino. E’ quanto emerge dal XII Rapporto Assalco-Zoomark sul mercato del pet in Italia, l’indagine che ogni anno fotografa l’andamento di comparto e consumi.

Ipermercati, supermercati e superette, dice la ricerca, hanno incrementato dell’8,2% tanto le campagne dedicate a prodotti del petcare (dalle 8.997 del 2017 alle 9.739 del 2018) quanto il numero medio di referenze a volantino (da 230 a 251); gli specialisti, cioè catene e petshop, hanno fatto passare dai volantini 8.481 campagne, oltre seicento in più rispetto al 2017.

L’evoluzione non sembra dipendere dall’incremento della pressione promozionale. Secondo quanto riferisce il Rapporto, infatti, nel 2018 il ricorso alla leva promo è rimasto nel pet pressoché stabile sui valori dell’anno precedente (il 27,4% del fatturato complessivo). La gdo, in particolare, ha mantenuto nel petfood la pressione promozionale a valore di prezzo attorno al 26,9% del fatturato (-0,1 punti sul 2017) con una profondità di sconto medio del 23,8% (-1,3 punti circa). Le catene petshop, invece, hanno evidenziato una pressione promozionale a valore attorno al 18%, in calo di 1,2 punti sul 2017.

Quale lettura dare, allora, alla crescente rilevanza delle campagne pet sui volantini? La tentazione è quella di andare a ripescare l’analisi condotta un paio di anni fa da IRi e QBerg per indagare sul fenomeno, già allora in rapida emersione: l’interesse che una fetta sempre più ampia di consumatori mostra per il mercato del pet spinge le insegne a dare crescente risalto a tali prodotti sui volantini. Resta invece da capire perché gli alimenti per gatti mostrino un’incidenza promozionale maggiore rispetto al cibo per cani tanto nella gdo (29,3% vs. 23%) quanto nelle catene (20% vs. 16%), ma intanto è un’altra indicazione utile per le farmacie.

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