Fonte: www.farmacista33.it
Con l’obiettivo di garantire terapie appropriate per i pazienti e una più efficiente gestione delle risorse pubbliche, l’Aifa ha ridefinito i criteri per l’accesso ai trattamenti a carico dal Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) con i Nuovi Anticoagulanti Orali (Nao) e ha rinegoziato i prezzi con le aziende titolari.
Nell’ambito dell’attività ordinaria e continuativa di gestione del Prontuario Farmaceutico Nazionale, l’Agenzia italiana del farmaco fa sapere di aver affidato alla Commissione Tecnico Scientifica la rivalutazione di questo gruppo terapeutico. La Commissione ha rivalutato i criteri di accesso con rimborsabilità previsti nei Piani Terapeutici per i pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, uniformandoli e aggiornandoli alle più recenti linee guida internazionali (2016 Esc Guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with Eacts).

I nuovi criteri definiscono meglio la platea di pazienti che possono trarre beneficio da questi farmaci, favorendo una maggiore appropriatezza prescrittiva e quindi terapie più adatte ai bisogni di ciascun paziente.
Inoltre, in coerenza con i nuovi principi della governance per cui farmaci terapeuticamente sovrapponibili devono essere rimborsati dal Ssn secondo il loro valore terapeutico a prezzi sovrapponibili, l’Agenzia ha concluso un percorso negoziale con le aziende fornitrici dei Nao, tramite il Comitato Prezzi e Rimborso, stipulando nuovi accordi che, grazie a questo approccio, garantiranno migliori risultati terapeutici che i pazienti ricevono da questa classe di medicinali con un risparmio di risorse stimato in circa 60 milioni di euro. Queste risorse verranno destinate all’acquisto di più salute per i pazienti del SSN.
Aifa ricorda che si tratta di anticoagulanti di nuova generazione che agiscono bloccando direttamente un fattore della coagulazione del sangue nell’organismo. Questo è il motivo per cui sono definiti “anticoagulanti diretti”. I Nao attualmente autorizzati in Italia sono apixaban, edoxaban, e rivaroxaban (inibitori diretti del fattore Xa (ATC B01AF) e dabigatran (inibitori diretti della trombina (Atc B01AE).
A partire dal 2013, sono ammessi alla rimborsabilità per la prevenzione dell’ictus cerebrale e dell’embolia sistemica in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, oltre che per la prevenzione del tromboembolismo venoso, per il trattamento della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare e loro recidive.