Marca del distributore: la quota di mercato cresce ancora e tocca il 19%

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Fonte: www.pharmacyscanner.it

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15 novembre 2018

Nei primi otto mesi del 2018 la quota di mercato della mdd, la marca del distributore, valica la soglia del 19% grazie a una crescita di mezzo punto sull’anno precedente. E’ quanto riferiscono le due ricerche portate da Iri e Nomisma al workshop Marca Training Programme, l’evento “apripista” dell’edizione 2019 di Marca, la fiera del prodotto a marchio in programma a Bologna il prossimo gennaio. L’immagine risultante è quella di una mdd vivace e dinamica: in uno scenario che vede la distribuzione moderna e organizzata (dmo) ristagnare nei consumi di beni alimentari e non alimentari, la private label fa registrare acquisti in crescita del 2% nel periodo gennaio-agosto; in valori è un incremento che si aggira attorno ai 130 milioni di euro, commisurabile a quello compiuto dalle vendite online (che ormai raggiungono i 30 miliardi di euro).

I dati, come detto, riguardano il Largo consumo ma il mondo della farmacia fa bene a buttarci un’occhio perché dietro all’ulteriore crescita della mdd c’è un consumatore che fa scelte diverse rispetto al passato. L’avvertimento arriva soprattutto dalla ricerca di Nomisma, che dietro agli orientamenti di chi acquista individua cinque determinanti prioritarie: l’attenzione agli sprechi (in un significato esteso che comprende eco-sostenibilità e formati), la qualità del prodotto, il benessere (inteso come salubrità del prodotto e benefici dei suoi ingredienti sulla salute), la sicurezza (tracciabilità, appartenenza a una filiera controllata) e infine rispetto per l’ambiente (nei metodi di produzione, nel packaging eccetera).

L’identikit che ne emerge è quindi quello di un consumatore che è spinto in maniera sensibile dall’informazione, soprattutto quella proveniente da internet (il cui peso è ormai pari a quello della tv). E che tende sempre più spesso a cercare in etichetta notizie sul prodotto, sulla sua composizione e sulla tracciabilità di filiera. Sono indicazioni che trovano riscontro nei dati di vendita della dmo relativi alla marca del distributore, dove crescono i prodotti bio, quelli orientati al benessere e quelli funzionali.

E la leva prezzo? Secondo Nomisma, tende a perdere rilevanza nella competizione tra le insegne. E anche questo è un fenomeno sul quale la farmacia dovrebbe avviare qualche riflessione.

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