Giornata mondiale contro il cancro: tutti possiamo fare la nostra parte. Ecco come

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Fonte: www.corriere.it

PREVENZIONE

Ognuno di noi può fare la sua parte contro i tumori. E’ questo il messaggio globale del World Cancer Day, la Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra ogni anno il 4 di febbraio. I Am and I Will è lo slogan adottato per il triennio 2019-2021 per invitare tutti i cittadini a prendersi le proprie responsabilità, con un unico messaggio tradotto in tutte le lingue: «Chiunque tu sia, hai il potere di ridurre l’impatto del cancro per te, per le persone che ami e per il mondo. È tempo di prendere un impegno personale». L’obiettivo è salvare milioni di vite da una morte prevenibile per un tumore, aumentando la consapevolezza sulla malattia in modo che le persone riconoscano meglio i sintomi, facciano prevenzione, stiano alla larga dai comportamenti a rischio.

1  Ognuno faccia la sua parte

L’emergenza cancro è una priorità a livello globale e solo nel nostro Paese nel 2018 sono stati diagnosticati oltre 373mila nuovi casi . Attualmente nel mondo si registrano 14milioni di nuovi casi di cancro ogni anno che, secondo le stime, nel 2030 diventeranno quasi il doppio (27,4 milioni). Inoltre ben 8,2 milioni di persone muoiono per un tumore e la cifra è destinata a crescere fino ai 13 milioni di vittime previste per il 2030, quando il cancro sarà la prima causa di morte. «Quasi la metà dei decessi avviene prematuramente: quattro milioni di morti hanno infatti tra i 30 e i 69 anni – spiegano i coordinatori del World Cancer Day -, per questo è fondamentale fare tutto il possibile per non ammalarsi. Servono azioni urgenti da parte delle istituzioni, maggiore sostegno governativo e più finanziamenti per programmi di ricerca, prevenzione, diagnosi e trattamento. Bisogna però anche aumentare la consapevolezza e cittadini (saper riconoscere dei sintomi sospetti e arrivare a una diagnosi precoce può salvare la vita), sviluppare strategie di prevenzione efficaci, perché ognuno si impegni a fare scelte salutari». Così, la campagna triennale I Am and I Will segue, nei contenuti, lo slogan precedente We can, I Can («Noi possiamo, io posso») perché tutti dobbiamo impegnarci per prevenire e per salvarci la vita, in 7 semplici mosse».

(dal sito www.worldcancerday.org)

2 «Posso fare scelte salutari»

Smettere di fumare, fare movimento ogni giorno, scegliere cibi e bevande salutari. Sono tre semplici mosse che però contribuiscono in modo importante a ridurre le probabilità di ammalarsi di cancro. In generale, ben un terzo dei casi di cancro potrebbe essere prevenuto solo seguendo questi tre principi. Il tabacco è la principale causa di cancro al mondo e smettere porta dei benefici fin dalle prime ore, che diventano poi sempre più importanti col passare del tempo. C’è poi l’attività fisica, che può far diminuire il rischio di ammalarsi di ben 13 tipi diversi di cancro,oltre ad essere una strategia efficace per contrastare gli effetti collaterali delle terapie e arginare i rischi di una ricaduta. Fare movimento è poi la chiave vincente nella lotta ai chili di troppo, che sono stati legati a ben 10 neoplasie (vescica, seno, utero, ovaio, prostata e cistifellea).

Ed è stato scientificamente provato da moltissimi studi che mangiare bene (con una dieta povera di grassi animali e ricca di vegetali) evita quasi la metà dei tumori, così come è stato dimostrato il legame tra eccessivo consumo di alcolici e alcune forme di cancro (bocca, laringe, faringe, esofago, intestino, fegato e seno). Non ultimo: basta proteggersi adeguatamente dai raggi solari per evitare scottature e limitare il pericolo di sviluppare un tumore della pelle.

3 «Posso capire che la diagnosi precoce salva la vita»
Non sempre è facile scoprire un tumore allo stadio iniziale perché in diversi casi la malattia non dà sintomi ben definiti o i segnali più chiari appaiono quando è già in fase avanzata. Tuttavia una diagnosi precoce offre maggiori probabilità di sopravvivenza e di guarigione consentendo cure tempestive e spesso meno invasive. Per questo è importante che ognuno di noi partecipi ai controlli (peraltro gratuiti: mammografia, test del sangue occulto nelle feci e Pap o Hpv test) offerti dal Servizio sanitario nazionale: la stragrande maggioranza dei tumori insorge, infatti, da lesioni precancerose che possono essere individuate ed eliminate in fase precoce e per questo migliorare l’adesione ai programmi di screening dev’essere una priorità. Inoltre è fondamentale prestare attenzione a cambi insoliti e durevoli che avvengono nel nostro organismo (come un neo che cresce o una perdita di sangue nelle urine) e parlarne con il medico, senza allarmarsi, ma anche senza perdere troppo tempo.

4 «Posso chiedere aiuto»
È una mossa fondamentale per chi si è già ammalato e per i familiari. Oltre tre milioni di italiani si sono confrontati con una diagnosi di cancro: alcuni sono guariti, altri convivono con la malattia. Non pochi soffrono conseguenze, fisiche o emotive, anche molti anni dopo le cure: non sentirsi soli e chiedere un sostegno nella riabilitazione fisica o a livello psicologico è un passo cruciale per vivere meglio (e più a lungo) possibile. Prima lo si fa meglio è, per la salute e il benessere dei pazienti stessi, ma anche dei familiari, che troppo spesso si isolano o vengono abbandonati a combattere fra mille difficoltà logistiche e burocratiche, mentre amici, parenti, colleghi potrebbero dare supporto.

5 «Posso tornare a lavorare»
In Italia un paziente oncologico su tre, oltre un milione di persone, affronta il cancro in età lavorativa. Diversi studi hanno dimostrato che lavorare contribuisce al benessere psicologico dei malati di cancro, aiuta a seguire meglio i trattamenti e a vivere meglio nell’immediato. Tornare al proprio impiego è inoltre un diritto tutelato dalla legge, che prevede per esempio il passaggio al part-time o un cambio di mansioni per chi ne avesse bisogno, e trovare soluzioni che tutelino sia i malati che le necessità delle aziende è possibile.

6 «Posso avere il controllo della mia malattia»
Una corretta informazione può salvare la vita. Conoscere la malattia di cui si soffre, quali sono le migliori strategie di cura disponibili e i centri con maggiore esperienza è un passo fondamentale, soprattutto se si deve affrontare una patologia complessa e pericolosa come il cancro. È quindi un diritto di pazienti e familiari ricevere tutte le indicazioni di cui hanno bisogno per scegliere la terapia più adeguata, consapevoli dei possibili vantaggi e svantaggi di ciascuna opzione. Dalla diagnosi, alla riabilitazione, fino alle terapie palliative e al fine-vita. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che un malato informato aderisce meglio alle cure, con maggiore soddisfazione (e minori costi, sprechi e fatiche) per tutti: il rapporto di fiducia e comprensione fra il medico, il malato e la sua famiglia è quindi il presupposto indispensabile da cui partire.

7 «Posso amare ed essere amato»
Inevitabilmente il tumore colpisce anche le relazioni interpersonali. Ma ognuno di noi può impegnarsi per garantire il diritto di ciascun paziente a sentirsi circondato d’affetto. Certo il partner ha un ruolo in prima linea e spesso è utile chiedere aiuto per capire come gestire al meglio reazioni emotive e cambi nell’intimità, ma anche parenti, amici, colleghi, vicini di casa possono fare la loro parte, senza essere troppo invadenti.

8 «Posso far sentire la mia voce»
Raccontare le proprie esperienze per metterle al servizio degli altri è un modo esemplare di combattere il cancro. Ex pazienti che danno consigli utili, familiari che riferiscono il loro vissuto, amici o colleghi che si espongono, magari sostenendo un’iniziativa o semplicemente dando la propria disponibilità .Facendo sentire la propria voce, in modi diversi, tutte le persone possono intervenire nella lotta al cancro: essendo di buon esempio, coinvolgendo altri ad adottare comportamenti salutari, raccontando la propria vicenda perché chi ascolta ne tragga uno spunto utile. L’importante è non tacere, mentre in Italia ancora troppo spesso accade che si cada in un «silenzio equivoco» e dannoso per tutti.

di Vera Martinella

(dal sito www.worldcancerday.org)

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