Febbraio: un giorno in più e lo shock Covid-19 fanno balzare le vendite

Fonte: www.pharmaretail.it – 11 marzo 2020

L’emergenza sanitaria che non ha precedenti recenti nel nostro Paese ha generato uno scenario nuovo anche per il mercato della farmacia nell’ultimo mese. Le notizie dei primi contagi di Coronavirus in Italia risalgono a venerdì 21 febbraio e la dinamica dell’ultima settimana di febbraio ha sicuramente determinato il risultato complessivo del mese, a segno più. La chiusura di febbraio vede infatti una crescita del +4,7% a fatturato e del +3,7% a confezioni.

La diffusione del Covid-19 non ha solo incrementato la domanda di mascherine ed igienizzanti mani, ma anche di una serie di altri prodotti legati alla patologia o alla prevenzione della stessa (Immunostimolanti, vitamina C e il mondo dell’Automedicazione in generale).

Il 2020 è anche un anno bisestile, e quindi il mese di febbraio è stato caratterizzato da un giorno di calendario in più, che si è tradotto anche in un giorno lavorativo aggiuntivo per la farmacia (+4% nei giorni lavorati). A fronte di un aumento del +4,2% negli ingressi complessivi mensili per farmacia e di una sostanziale stabilità nel numero di ingressi medi per giornata lavorativa (+0,3%) è interessante capire quanta parte della crescita sia dovuta alla dinamica del calendario e quanto, invece, all’emergenza COVID-19.

 

 

 

 

 

 

Per rispondere a questa domanda si può analizzare il trend complessivo, a confezioni, delle settimane che vanno dal 3 di febbraio all’1 di marzo (questo periodo rappresenta, con la sola esclusione di sabato 1/2 e di domenica 2/2, l’intero mese di febbraio). Nel confronto con lo stesso periodo del 2019 non vi è nessuna variazione nel numero di giorni lavorati e quello che si osserva è una crescita a confezioni del +1,2%. Raffrontando questo numero con il trend dell’intero mese solare (+3,7%) si può desumere che il giorno di calendario in più ha impattato di circa 2,5 punti trend mentre l’aumento della domanda legata all’emergenza Coronavirus per il restante 1,2.

Il boom del commerciale
Se analizziamo nel dettaglio le dinamiche del mese vediamo un Etico in crescita a fatturato (+2,1%) ma stabile a confezioni (+0,3%) mentre un ambito Commerciale che cresce molto sia a fatturato, registrando un +8,2% rispetto a febbraio 2019, sia a confezioni, con notevole +8,7%.

I più venduti
All’interno del Commerciale tutti i mercati hanno dinamiche interessanti. I prodotti dell’Automedicazione, sono tra quelli che hanno registrato la massima crescita a seguito dell’emergenza Coronavirus, soprattutto nell’ultima settimana del mese. Parliamo di crescite a doppia cifra sia a fatturato (+10,8%) che a pezzi (+8,9%). Anche la Dermocosmetica ha realizzato una interessante crescita (+6,9% a fatturato e +8,8% a pezzi): al suo interno si sono osservato dinamiche positive, in particolare nell’ultima settimana di febbraio, per i Trattamenti Mani e per l’Igiene Bambino mentre, sempre nello stesso periodo, i prodotti più “commerciali”, quali trattamenti visto, maquillage e cosmetici uomo, hanno cominciato a registrare segnali di arresto, a riprova del fatto che gli acquisti sembrano orientarsi più verso una logica di salute.

I Sanitari, che includono buona parte delle mascherine e degli igienizzanti mani, mettono a segno ottimi risultati a confezioni (+10,2%) e una dinamica positiva anche a fatturato (+2%).

Tra i mercati dal minor peso a fatturato è interessante osservare il trend dell’Omeopatia (-3,9% a fatturato e -2,1% a pezzi) che, seppure negativo, ha registrato un calo rispetto allo stesso mese del 2019 molto inferiore rispetto a quanto osservato in tutti i mesi passati. Soprattutto nell’ultima settimana di febbraio si è osservata una dinamica positiva e in controtendenza rispetto a quanto solitamente registrato. Un trend che, in questa fase, può essere imputato alla spinta a ricorrere anche a rimedi omeopatici per stimolare il sistema immunitario.

Infine gli Alimenti Dietetici crescono del +7,6% a fatturato e del +5,6% a pezzi mentre la Veterinaria del +5,5%% a fatturato e del -1,5% a pezzi, beneficiando entrambi del giorno lavorativo in più del mese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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